E' successo a San Michele.

lunedì 13 febbraio 2012

Non sono morto.
(scusate se vi ho illuso)

Di ritorno dopo i giorni di eremitaggio.

Whoa. Davvero un po’ troppo hardcore.

La cosa principale che ho imparato in questi giorni è la basilare differenza tra idee e azione. In un primo momento pensi: “figa, ho veramente bisogno di stare da solo. Io prendo e stacco, ohhh sì!!”

E nel momento in cui ottieni quello che vuoi, non sai che farci. Megamind insegna in questo caso.

 Mi sono trovato in mezzo al niente, a fare niente ma pensando a TUTTO. E dico TUTTO.

Esattamente quello che volevo. Sono riuscito a reggerlo? No. E la mente viagga a Jack Nicholson che mi grida “vuoi la verità?? TU NON PUOI REGGERE LA VERITA’

Giornate letargiche ma pressoché sopportabili, e serate orribili e scandite da pensieri fastidiosi e cicchetti di Jim Beam.

E dire che ero partito con le migliori intenzioni, non volevo neanche portarmi dietro le sigarette:
chissà come mi sono trovato fuori da un autogrill con in mano tre pacchetti di Pall Mall. Volevo fare una settimana, meglio ancora 10 giorni, di isolamento, ma chissà perché dopo 4 giorni ero in macchina dopo aver preso come scusa il “eh ma mi sa che nevica, rischierei di beccare casino a scendere, meglio rientrare”

Mentre maceravo nei miei pensieri, ad un tratto ecco il vero insight della mia esperienza carceraria auto-inflitta: io ho BISOGNO delle persone.

Non pensate male, non sono un romantico, benché meno un affettuoso: il mio è un ragionamento di convenienza. Sono pur sempre un crudele e doloroso personaggio, a là “Mad Doctor”.

Senza persone che mi stimolino, non posso parlare male. Non posso dar sfogo al mio cinismo senza un attivatore. Non posso utilizzare il sarcasmo senza una povera vittima che ovviamente non lo capirà, ma il bello del gioco è  anche quello.

In sostanza senza altri esseri umani che mi diano un motivo per incazzarmi rischierei di soffocare nella mia stessa bile nera. E questo non posso permetterlo, il mondo ha bisogno di cinici che facciano capire alla popolazione dove sta sbagliando.

In tutte le decisioni e i pensieri che mi sono arrivati in montagna con la velocità e l’ effetto di frecce nel ginocchio (una cit. che dovevo fare), questo  è sicuramente uno dei principali. O perlomeno l’ unico per il quale valeva la pena di spendere un po’ di spazio sul blog, sugli altri ho già tormentato abbastanza, e non amo piangermi addosso.

Beh, comunque non vi rivelerò che ho sentito la mancanza delle persone più care e degli amici più stretti, ho un’ immagine da difendere, io.

Ora torno a suonare il mio pianoforte sotto terra, ma non prima di aver tirato fuori la mia maschera bianca e il mio mantello nero.

E in culo alle mie splendide trovate sull’ eremitaggio.

 firmando il congedo da San Michele

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